Nella serata di ieri, mercoledì 20 maggio, è morto Paolo Venco. Da tempo era malato. Aveva 91 anni.
Già assessore esterno al Bilancio e alla Cultura nelle giunte giavenesi guidate da Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, Venco fu per un breve periodo anche vicesindaco di Ruffino. Era nato a Torino il 24 ottobre 1934 ed era considerato un raffinato mecenate, capace di lasciare un segno profondo nella vita culturale e artistica della Val Sangone, territorio che aveva imparato a conoscere fin dall’infanzia.
La famiglia Venco si era infatti trasferita a Coazze quando il padre Giuseppe divenne amministratore dello iutificio De Fernex.
Il fratello della madre di Paolo, Enrico Valobra, di religione ebraica, ebbe invece un ruolo importante nella Resistenza. Alle 5 del mattino del 23 ottobre 1943 fu catturato, mentre dormiva insieme alla moglie, nell’edificio che oggi ospita la farmacia Alloa. Dal 2018 una pietra d’inciampo ne ricorda la vicenda. Deportato a Mauthausen, vi morì il 22 marzo 1945.
La camera ardente sarà allestita nella chiesa dei Batù di Giaveno e sarà visitabile venerdì 22 maggio dalle 10 alle 17 e sabato 23 dalle 10 alle 14.30.
Il rosario sarà invece recitato nella chiesa di San Lorenzo venerdì 22 alle 18.30, mentre il funerale sarà celebrato nello stesso luogo sabato 23 alle 15.
Servizio su La Valsusa del 28 maggio.
















