Con una lettera datata 31 maggio 2021 e indirizzata all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, e alla direttrice generale dell’Asl To3, Franca Dall’Occo, il sindaco di Giaveno, Carlo Giacone, ha chiesto lumi in merito alla riapertura del punto di primo intervento dell’ex ospedale.

Il p.p.i. era infatti stato chiuso poco dopo l’inizio della prima ondata, nel marzo dell’anno scorso; durante il miglioramento estivo della pandemia era stato riaperto, per essere nuovamente chiuso con la seconda ondata, lo scorso autunno. Giacone si chiede, inoltre, se “sia ancora necessario mantenere in piedi la struttura Covid presso il nostro Cavs (Continuità assistenziale a valenza sanitaria, ndr.) e non sia invece da ripristinare la situazione precedente”.

In realtà, non è la presenza di un reparto Covid a ostacolare la riapertura del p.p.i, quanto piuttosto l’assenza di una postazione del 118 che da alcuni mesi è stata trasferita “temporaneamente” presso la sede della Croce Rossa di Giaveno, in Strada del Ferro.

I locali destinati all’equipaggio dell’ambulanza medicalizzata sono infatti attualmente occupati dai sanitari delle Usca, ma, considerata l’ampiezza degli spazi dell’ex ospedale, non dovrebbe essere un problema ridistribuire i vari servizi.

Anche la pandemia sta nettamente migliorando. Sembra dunque che l’Asl, e la Regione, vogliano prendere tempo.

A domanda precisa, infatti, la dottoressa Dall’Occo risponde che “i servizi sul territorio saranno progressivamente riorganizzati, in accordo con la Regione e in stretta e continua collaborazione e confronto con gli amministratori del territorio, per assicurare la presa in carico, il trattamento più appropriato nelle diverse sedi dell’Azienda e la sicurezza di tutte le cure”. Tradotto, il p.p.i potrebbe non riaprire con le stesse modalità di prima, anche se un servizio simile dovrebbe comunque essere garantito.

Articolo completo su La Valsusa del 17 giugno.

A.T.

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