Bruno Segre e Eli Guastalla conobbero, in modi e tempi diversi, le umilianti e, a tratti tragicomiche, conseguenze delle leggi razziali emanate ottant’anni fa. Si sono raccontati in un incontro, nel pomeriggio del 9 marzo: l’uno, torinese, avvocato, giornalista e fondatore del mensile “L’incontro” di cui è tuttora direttore, a un passo dai cent’anni (che compirà il 4 settembre) portati con una lucidità disarmante. Il secondo nato a Tel Aviv nel 1946 e costretto a far causa allo Stato Italiano per ottenere la cittadinanza che gli spettava di diritto. Ad ascoltarli, nella sala del centro interparrocchiale di Giaveno, alcuni studenti delle quinte del Pascal, preside e docenti, oltre alla rappresentante dell’Anpi Valsangone Daniela Romano, figlia di un partigiano, mentre ha portato il suo saluto la vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino. Per oltre un’ora, moderati dal giornalista Alberto Tessa, Segre e Guastalla hanno ripercorso, tra storia e aneddoti vissuti in prima persona, una parentesi cupa della storia d’Italia. Articolo su La Valsusa del 15 marzo.

Anita Zolfini

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