Affermare che fosse diventata la mascotte di frazione Maddalena è eccessivo, ma la cerva mortalmente ferita da un bracconiere nella tarda serata di giovedì 15 ottobre era davvero molto conosciuta dai residenti, nei cui giardini entrava per brucare un po’ di erba, spesso accompagnata da un cerbiatto.

Questa storia di pacifica convivenza fra uomo e animali selvatici si è bruscamente interrotta venerdì scorso, quando il veterinario dell’Asl To3, Mauro Moretta, è stato chiamato dai titolari del ristorante della Maddalena, allarmati dal fatto che la cerva fosse immobile da ore in un prato, assistita dal suo cerbiatto che non l’ha mai abbandonata durante l’agonia.

Inizialmente, ho pensato a qualche problema al bacino — spiega il dottor Moretta —, ma poi un ragazzo, intervenuto sul posto, mi ha raccontato di avere udito la sera prima alcuni colpi di fucile e di aver fatto fuggire un bracconiere che si è poi defilato, sgommando, a bordo di una grossa auto bianca. Spostando l’animale, un bestione di circa 120 chili, abbiamo infatti notato i fori di entrata e di uscita di un proiettile da 7 millimetri, uno di quelli che si usano per abbattere i cinghiali”.

cerbiatto Giaveno

Il cerbiatto si è allontanato subito dopo la morte della madre

 

A quel punto, non essendoci più nulla da fare, il veterinario ha soppresso l’animale, accorciandone le sofferenze. Subito dopo, come se avesse capito che la madre era morta, il cerbiatto, un giovane esemplare di una cinquantina di chili, si è allontanato, sparendo in una vicina radura.

Servizio su La Valsusa del 22 ottobre.

Alberto Tessa

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