I suoi inseparabili cagnolini Lara, Laica e Mia sono ancora lì a casa che aspettano il suo ritorno, ma Giorgio Cugno non li potrà più portare alla caccia della lepre.

Venerdì 30 aprile il covid se l’è portato via a pochi giorni dal compimento del suo 70° compleanno. Una grande perdita che ha messo in lutto due comunità a lui care, quella originaria di Villar Focchiardo e quella di Giaveno dove ha vissuto.

Due comunità che si sono strette attorno ai famigliari sabato 1° maggio al Villar con il rosario e la santa messa e domenica al Selvaggio per il rosario prima del funerale di martedì 4 nella chiesa di San Lorenzo a Giaveno.

Con Giorgio se ne va una figura di uomo mite e determinato, dall’inconfondibile sorriso sotto quei baffoni che erano un suo elemento distintivo. Giorgio Cugno è stato la dimostrazione che con grande umiltà si possono raggiungere grandi obiettivi.

Lo testimonia la sua carriera lavorativa: partito con la qualifica di netturbino al Comune di Giaveno, ha scalato tutta la gerarchia interna con grandi sacrifici e capacità, andando in pensione da responsabile dell’anagrafe e dopo aver portato Giaveno agli onori nazionali come Comune che tra i primi sperimentò la carta d’identità elettronica.

Articolo completo su La Valsusa del 6 maggio.

Luca Giai

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