“Partendo da quanto ci ha insegnato Sergio Portigliatti, colonna portante del gruppo, la sezione Fipsas di Giaveno si è rinnovata per adeguarsi ai tempi profondamente cambiati”.

A dirlo è Roberto Magri, colui che ha preso in mano il coordinamento territoriale della locale sezione delle guardie di vigilanza ambientale dopo l’improvvisa morte del suo fondatore, il “capo” come lo chiamavano, avvenuta poco più di un anno fa.

“Il primo doveroso pensiero va a lui, a Sergio, al suo impegno in questo volontariato e ai tanti insegnamenti che ci ha lasciato – spiega, oggi, Magri, per tanti anni suo vice – Non nascondo che i primi tempi dopo l’inaspettata scomparsa sono stati carichi di disorientamento. Poi, proprio per non disperdere quanto era stato da lui creato, mi sono reso disponibile a guidare la sezione, che comprende le valli Sangone e Susa, ma con un necessario adeguamento ai tempi. Insomma, il cuore è rimasto lo stesso, abbiamo solo cambiato pelle”.

Il secondo capitolo nel cammino del gruppo di zona inizia da qui, dalle “Fipsas 2.0” come informalmente si definiscono.

Oggi il gruppo è composto dal coordinatore Roberto Magri, dai due capi pattuglia, Simona Magri e Sauro Cotterchio, e dai collaboratori di vigilanza Debora Borra, Giorgio Zangelmi e Antonio Panaro.

Servizio su La Valsusa del 23 luglio.

Anita Zolfini

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