L’immagine ripresa dalla telecamera collegata alla Culla per la Vita

L’unica speranza è che coperta e lenzuolo siano stati presi da qualcuno che ne avesse bisogno, anche se nutro molti dubbi in proposito”. Commenta così, Teresa Spoto, presidente del Centro di Accoglienza Alla Vita “L’Annunciazione” di Giaveno, il furto avvenuto mercoledì 18 aprile, intorno alle 20, nella Culla per la Vita di Giaveno, da dove sono stati sottratti una coperta e un lenzuolino. “Sono amareggiata non per il valore materiale di quanto portato via, ma per il gesto – spiega – Chi lo ha fatto, escludendo il reale bisogno, è come se avesse rubato ad una persona in difficoltà. Perché questo è. Quella coperta e quel lenzuolo non appartengono ai volontari del Caav, che con cura li sistemano e controllano che siano in ordine, come braccia pronte ad accogliere, ma all’eventuale bambino che ne avesse bisogno. Nella speranza, ovviamente, che ogni bimbo possa sempre essere accolto dalla sua mamma”.

La Culla per la Vita (www.culleperlavita.it) si trova a Giaveno, in via Rametti angolo via Ospedale, ed è stata inaugurata l’8 dicembre 2015. “Nonostante la legge italiana offra la possibilità di partorire in ospedale senza lasciare le proprie generalità, – ricorda Teresa Bava – affidando il neonato alla cura dei sanitari, sono ancora tanti, troppi, i casi di bimbi trovati senza vita nei cassonetti. La ‘culla’ rappresenta un’alternativa a questo gesto estremo di disperazione, offrendo alla donna l’opportunità di lasciare il neonato con la certezza che, grazie ad un sofisticato sistema di controllo, in breve tempo incontrerà persone e sanitari pronti a prendersene cura”.

Ed è proprio questo sistema di allarme che, lo scorso mercoledì sera, è scattato. “Non è la prima volta che capita, ma spesso parte solo il primo segnale acustico, collegato al pulsante esterno. Questa volta, invece, si è innescato proprio quello della culla. Per la privacy la telecamera non è rivolta alle persone che aprono la porta. Spero, per quanto sia poco convinta, che sia stato un gesto dettato dalla reale necessità; in tal caso, ricordo che a Giaveno ci sono molte realtà, noi del Caav, ma anche Caritas o Croce Rossa, pronte a fornire tutto il necessario per le famiglie in difficoltà”.

Anita Zolfini

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