Dovunque ci sia la necessità di fare un rilievo o una misurazione precisa al decimo di millimetro e oltre è quasi certo che la missione sarà affidata al Geostudio Rc di Giaveno, dove “Rc” sta per Rosa Clot, il cognome dei geometri Luca, 40 anni, e Marco, 32, entrambi diplomati all’Istituto Galilei di Avigliana.

I due professionisti sono stati infatti fra i primi in Italia a usare i droni per scopi professionali e, nel corso degli anni, hanno continuato a perfezionarsi, collezionando incarichi molto prestigiosi in giro per il mondo.

“Abbiamo iniziato a usare i droni nel 2013 e non è stato per gioco, bensì per una precisa necessità — spiega Marco Rosa Clot — Eravamo in Francia per fare alcuni rilievi a dei cumuli di terra; lavoravamo in maniera ‘tradizionale’ e mi rendevo conto di quanto fosse faticoso e lento operare in quel modo, così ho iniziato a informarmi sulla possibilità di utilizzare i droni per fare lo stesso lavoro di precisione in un lasso di tempo molto più ristretto. D’altronde, mi sono detto, se lo si fa dall’elicottero, perché non lo si può fare con un drone?. Da quel momento ci si è aperto un mondo”.

Oggi i due geometri, che hanno anche uno studio a Roma, ma restano fedeli a Giaveno e alla Val Sangone, possiedono sei droni, di cui uno navale (per i rilievi riguardanti specchi d’acqua come i laghi), alcuni dei quali sono in grado di effettuare misurazioni spaventosamente precise.

L’ultimo lavoro effettuato dallo studio giavenese ha riguardato una lunga collaborazione finalizzata alla ricostruzione del ponte della Bertenga di Torre Pellice.

Articolo completo su La Valsusa del 25 luglio.

Alberto Tessa

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