È un problema comune a molte associazioni giavenesi (e non solo): con la brutta stagione sta venendo meno la possibilità di fare sport all’aperto, ma i presidi vogliono precise garanzie sanitarie prima di concedere di nuovo l’uso delle palestre delle scuole per svolgere qualsiasi tipo di attività non strettamente connessa alla didattica.

Tutto ruota attorno alle norme anti covid. Se fino al marzo di quest’anno erano infatti le associazioni a garantire una normale pulizia al termine di ogni utilizzo, oggi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso, non basta più.

I presidi vogliono che sia una ditta specializzata a occuparsi della sanificazione delle palestre. Sandra Teagno dell’I.C. Gonin e Claudio D’Antoni dell’I.C. Coazze lo hanno messo nero su bianco durante una riunione con gli assessori competenti che si è svolta lo scorso 24 settembre.

Risolveremo anche questo problema — assicura Edoardo Favaron, assessore allo Sport — Per le prossime due- tre settimane stiamo cercando di ‘incastrare’ quante più associazioni sportive possibile negli orari ancora disponibili all’interno delle strutture di nostra diretta competenza: palazzetto dello Sport, impianti di via Beale e stadio Torta. Mi rendo conto della preoccupazione che affligge gli sportivi, ma, al momento, la priorità è quella di far partire il servizio di refezione scolastica la prossima settimana. Subito dopo, ragionevolmente intorno alla metà di ottobre, credo che troveremo una soluzione anche per loro”.

L’unica soluzione possibile pare essere quella di trovare una ditta specializzata che si occupi della sanificazione alla fine di ogni attività sportiva; il che significa costi che qualcuno dovrà sostenere…

Servizio su La Valsusa del 1° ottobre.

Alberto Tessa

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