Forse non c’è nulla di più brutto di una grave malattia oncologica che colpisce i più piccoli. E il brutto si combatte con il Bello. Perché la Medicina e le tecnologie più all’avanguardia sono fondamentali, ma la Bellezza, come scriveva Dostoevskij, salverà il mondo e, perché no?, può contribuire a una guarigione più rapida dei bimbi affetti da particolari tumori.

Almeno è ciò di cui sono convinti al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, nell’avanzatissimo reparto di Radioterapia guidato dal dottor Vincenzo Valentini, quando hanno chiamato l’artista giavenese Antonio Nunziante ad affrescare una delle quattro sale destinate alla Radioterapia Metabolica che saranno costruite, a partire dal prossimo gennaio, nel seminterrato dell’ospedale di proprietà della Santa Sede.

Ma l’affresco, che raffigurerà una cometa, tratta da un particolare di un dipinto che venne esposto alcuni anni fa nell’ambito di una mostra su Caravaggio, è soltanto la punta dell’iceberg dell’intero progetto”, spiega il Maestro Nunziante che presterà la sua opera, per i prossimi mesi, a titolo del tutto gratuito.

Ho già fatto preparare 35 piccole stampe col medesimo soggetto dell’affresco, ridefinite, firmate e numerate a mano, che saranno donate dal Policlinico a quei benefattori che faranno importanti offerte da destinare allo scopo di rendere le sale più ‘connesse’ e multimediali. Stiamo inoltre studiando la possibilità di realizzare spille e altri gadget da regalare a chi farà anche soltanto una piccola donazione, in modo da dare a tutti un segno tangibile della gratitudine di chi porta avanti questa idea, fra cui spiccano l’Associazione Attilio Romanini e i miei amici romani Giorgio Cameli con la figlia Veronica, docenti universitari proprio al Gemelli, e Carlo Tini”.

Chi vuole supportare in concreto il progetto Cometa, può fare una donazione, di qualsiasi importo, collegandosi al seguente indirizzo internet: https://associazioneromanini.org/donations/cometa/

Servizio su La Valsusa del 24 dicembre.

Alberto Tessa

Nella foto, da sinistra: Giorgio Cameli e Antonio Nunziante

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