Guardare i filari, 900 piante perfettamente allineate, e immaginare il vino che sarà. Bianco, fermo, con un profumo fresco di frutta esotica come solo il Baratuciat sa sprigionare.

Lo sguardo è quello di Matteo Bramante, parte di una famiglia vocata all’allevamento e alla trasformazione del latte, mentre la vigna è quella che, da aprile dell’anno scorso, occupa 2300 metri quadrati di terreno a pochi passi dalla nota azienda agricola di via Coazze, con sullo sfondo le montagne della Val Sangone.

Un progetto partito da lontano che sta crescendo mese dopo mese sotto gli occhi e la cura di Matteo, dei suoi fratelli Dionigi e Cristina, dei genitori Silvia e Carlo.

Articolo completo su La Valsusa dell’11 novembre.

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