Secondo quanto afferma il dottor Mauro Moretta, veterinario dell’Asl To3 arruolato con i suoi colleghi per elaborare i dati riguardanti il contagio nell’azienda sanitaria, chi si ammala di covid- 19 ed è nato dopo il 1970 ha ottime possibilità di superare senza strascichi importanti la malattia.

Chi è nato prima di quella data, invece, tende ad andare incontro a complicazioni, talvolta anche serie, che diventano più gravi con l’avanzare dell’età.

Naturalmente, esistono le eccezioni, come testimonia la storia a lieto fine della signora Clelia Ferraud Ciandet che l’11 ottobre del prossimo anno compirà la bellezza di cento anni.

La signora ha infatti incominciato a manifestare i comuni sintomi della malattia nella seconda metà di novembre. Insieme a lei, anche la figlia 62enne Rita ha accusato gli stessi malesseri: febbriciattola, spossatezza e quell’inquietante perdita del gusto e dell’olfatto che è ormai un “marchio di fabbrica” del morbo.

Il risultato, purtroppo, era abbastanza scontato: la covid- 19 aveva colpito entrambe, ma i timori maggiori si sono rivolti naturalmente a Clelia che conserva ancora un buon grado di autosufficienza, è lucida e quindi ha compreso subito la gravità della situazione.

Servizio su La Valsusa del 17 dicembre.

Alberto Tessa

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