A due passi dalla chiesa parrocchiale e a non di più dalla torre campanaria c’è quello che per giavenesi e turisti non è di meno un monumento: il Gran Caffè Roma.

Una presenza salda sulla piazza principale e un riferimento nell’immaginario: un locale “vissuto” e intriso di storie che varrebbe davvero la pena di raccontarle tutte, sfidando nell’efficacia narrativa, a trovare chi ne fosse capace, lo Stefano Benni che ai bar ha dedicato pagine d’intensa melanconica ironia.

Negli ultimi trent’anni “il Roma”, che nel novembre scorso ha toccato il secolo di attività, ha voluto dire famiglia Turolla, prima il solo Gianni (con la moglie Belinda) e poi anche il figlio Stefano (che all’impegno dietro al bancone ha unito quello, con non minor apprezzamento, come cantautore di vicende minime e orizzonti onirici).

Una sovrapposizione che trova ora la parola fine. Dopo tre decenni, salutati lunedì 24 febbraio i clienti, con un festoso happy hour che non si è potuto “tirar tardi”, si chiude l’esperienza e si lascia spazio a una nuova gestione, che avrà un’eredità preziosa e insieme ardua da mantenere.

Servizio su La Valsusa del 27 febbraio.

Marco Margrita

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