Giaveno

Giaveno, la maratona del vaccino: ultrasessantenni due ore sotto il sole

Appuntamento con la quarta dose del vaccino a Giaveno a mezzogiorno meno dieci di giovedì 28 luglio. Ci arrivo con qualche minuto di ritardo, imprecando un po’ per i pochi parcheggi disponibili.
Ma il sottile velo d’ansia sparisce quando vedo la coda davanti all’ingresso. Tutti ultrasessantenni che si contendono i pochi spazi all’ombra.
Entro per prendere il biglietto: 138 e stanno chiamando il 55. Non resta che aspettare. Qualcosa nella macchina organizzativa vaccinale deve essersi inceppato. L’attesa e il caldo fanno saltare i nervi a qualcuno: “Ma come? Devo fare sta coda anche se sono prenotato?! È poi non controllate… Come fate a sapere se sono prenotato o no?”. Questo lo sapremo solo quando ci chiameranno . Anzi no l’arcano viene allo scoperto quando notiamo che il controllo viene effettuato alla chiamata e non alla distribuzione dei numeri.
La disorganizzazione è evidente e l’attesa si trasforma in una sorta di bingo. “Entra l’81… Ma non siamo al 90? No al 75. Ah ok”
Intanto sono le 12.40.

Qualcuno chiede: “Ma perché non fanno i vaccini ad Avigliana?” Un altro fa notare: “Eppure le volte precedenti qui a Giaveno tutto funzionava alla perfezione”. Non questa volta però. Il sole picchia. C’è chi attende sotto le piante del viale, chi davanti all’ingresso. Chi stoicamente sotto il sole.
Ore 12. 45, dopo 50 minuti di attesa si arriva al numero 85. Ne mancano 51 al traguardo.
Alle 13.30 si dice ai non prenotati di lasciar ogni speranza prima di entrare. Per oggi niente vaccino.
Il tempo scorre, si arriva allo scoccare delle due ore. La chiamata si avvicina. Arriva alle 13.50. Due ore precise. Il braccio è pronto.

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