Una lettera inviata ai medici di famiglia valasangonesi, protocollata in data 3 novembre e firmata dal dott. Mauro Occhi, direttore del Distretto sanitario Val Susa Val Sangone, ha suscitato vivaci reazioni fra i sanitari stessi e, una volta reso pubblico il contenuto, anche fra i tanti cittadini che usufruiscono dei (pochi) servizi che ancora sopravvivono nell’ex polo sanitario giavenese.

Nella missiva, stringatissima, si comunicava la temporanea sospensione dell’attività del punto prelievi a partire da lunedì 9 novembre.

Sempre nella medesima lettera si avvertivano i medici del fatto che i pazienti che avevano già fissato un appuntamento oltre il 9 sarebbero stati contattati telefonicamente e invitati a recarsi ad Avigliana per il prelievo programmato.

Già nel tardo pomeriggio di martedì 3 novembre, la consigliera del PD, Vilma Beccaria, aveva diffuso un comunicato, a nome del suo partito, in cui si ritiene “Tale cessazione insostenibile per i nostri concittadini. Ricordiamo che a Giaveno esiste una popolazione anziana al di sopra delle media, a causa del numero elevato delle case di riposo. Costringere i nostri concittadini, anziani e non, a spostarsi anche per fare le analisi significherà che i più fragili e soli non le effettueranno. La riconversione del polo sanitario in ospedale Covid ha portato con sé la chiusura del p.p.i., adesso dei prelievi e poi di che altro? Rimarremo privi di qualunque servizio”.

Beccaria informava inoltre che, nel prossimo consiglio comunale che si terrà proprio il 9 novembre, il Pd presenterà un’istanza urgente al sindaco Carlo Giacone, perché si faccia portavoce di un atto di protesta condiviso da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio.

Nella serata di martedì 3 è però arrivato un chiarimento dello stesso Occhi. Il direttore ha infatti reso noto, con un’altra lettera indirizzata ai medici di famiglia, che le agende dei poli di Oulx, Condove, Avigliana e Giaveno sono confermate.

Dopo notizie contrastanti circa i servizi erogati presso il polo sanitario di Giaveno, grazie all’impegno e alle pressioni del sindaco Giacone, del vicesindaco Olocco e della presidente del Consiglio Comunale e delegata alla Sanità, Enza Calvo, si avvisa la popolazione che – almeno per ora – sono confermati i servizi di prelievi, visite ambulatoriali ed esami di laboratorio che il medico di famiglia o il pediatra indica come urgenti e gli esami non differibili oltre i dieci giorni” è il comunicato arrivato “a caldo” dal Comune.

Dunque, allarme rientrato? Per il momento pare di sì.

© Riproduzione riservata