Ciò che rimaneva dei 21 cipressi dell’Arizona che costituivano il viale alberato all’ingresso dell’Istituto Pacchiotti è stato definitivamente estirpato all’inizio di questa settimana.

Gli alberi, tutti malati perché aggrediti da un parassita, come aveva già certificato un agronomo nel 2018, erano stati abbattuti all’inizio del mese. “Purtroppo, non c’era altra scelta — spiega il presidente della Fondazione Pacchiotti, Fulvio Roattino —. C’era infatti il concreto rischio che uno di loro cadesse in testa a qualcuno”.

Il Pacchiotti, dall’inizio della pandemia è rimasto immerso in un silenzio irreale e insolito per questa centenaria istituzione, ma si spera che dal 14 settembre, con l’inizio delle scuole (nell’edificio sono ospitate alcune classi del Pascal e la Casa di Carità Arti e Mestieri) esso possa tornare a una serena normalità.

Servizio su La Valsusa del 27 agosto.

Alberto Tessa

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