Le frontiere sono una protezione per il Paese che delimitano o sono anche la causa delle sofferenze di tante persone che contro di esse infrangono i loro sogni e le loro speranze? E ancora: esse sono dei limiti fisici o soltanto mentali? E quanto sono invalicabili?

A queste e ad altre domande tenteranno di dare una risposta gli studenti della terza H del Liceo Linguistico Pascal di Giaveno, insieme ai loro coetanei del Liceo di Tarascona, in Francia, nell’ambito del progetto Erasmus Plus “Combien de frontières pour les migrants?”.

“I nostri non sono soltanto discorsi teorici, ma vogliamo realmente capirne di più, incontrando chi ogni giorno ha a che fare con i migranti e le stesse persone che fuggono dai loro Paesi, alla ricerca di un futuro migliore”, dice Lorella Pogolotti, docente di Francese e referente, insieme alla collega di Italiano Paola Scavino, del progetto al Pascal.

E proprio per toccare con mano la questione, i ragazzi, prima di raggiungere Tarascona, cittadina in cui hanno soggiornato dal 30 novembre al 6 dicembre scorsi, hanno incontrato i volontari dell’associazione “Tous Migrants” di Briançon che da qualche anno soccorrono coloro che sono riusciti ad attraversare le Alpi che separano l’Italia dalla Francia, rischiando spesso di morire congelati.

E hanno anche percorso un tratto del Colle della Scala, via utilizzata da molti migranti per raggiungere illegalmente il Paese d’Oltralpe.

Servizio su La Valsusa del 16 gennaio.

Alberto Tessa

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