Dalla sera dello scorso 3 febbraio, il Cafè delle Arti di via Umberto, dopo la chiusura, mette a disposizione di coloro che si trovano in difficoltà panini, brioches, muffin, pizzette e altro cibo in ottimo stato di conservazione che, durante il giorno, non è stato possibile vendere.

L’idea è venuta, ancora una volta, alla titolare del bar giavenese, Marta Bertola, che, all’inizio di quest’anno, era già riuscita a coinvolgere il Comune e l’Ufficio Turistico nell’offrire a chi non se le può permettere le cosiddette “giacche della solidarietà”, giacconi invernali in buono stato donati da chi se ne vuole disfare.

“La nuova iniziativa è partita circa due settimane fa e, purtroppo, sta andando bene. Dico purtroppo, perché evidentemente ci sono diverse persone che faticano anche a comprare il pane tutti i giorni”, spiega Marta, che non ha paura di possibili usi distorti della sua generosa iniziativa.

Ma c’è di più: chi lo desidera, infatti, può lasciare anche il panino (o la brioche) in sospeso per chi non se lo può permettere…

Articolo completo su La Valsusa del 21 febbraio.

Alberto Tessa

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