“L’odio ha qui distrutto vite umane. Nel ricordo l’amore unisca i viventi”. Era il 1974 e queste erano le parole del sindaco di Giaveno di allora, Erminio Miletto.

Trent’anni erano trascorsi dai fatti, dai morti e dalla distruzione del 1944.

La lotta di liberazione era in atto, la violenza e la spietatezza del nemico non conosceva sosta.

Il 27, 28 e 29 novembre del 1944 Giaveno e la valle del Romarolo venivano interessate da un rastrellamento operato dai nazifascisti.

Le genti del capoluogo e delle borgate furono messe a dura prova, vi furono vittime civili e partigiani uccisi, una storia intrisa di paura e ferite profonde nei sopravvissuti, segnata dalla desolazione e distruzione, con diverse case incendiate.

Nella ricorrenza del 75° anniversario, la Città di Giaveno e l’Anpi Giaveno Valsangone, domenica 24 novembre, ricorderanno le vittime con una giornata di commemorazioni.

Ampio servizio su La Valsusa del 21 novembre.

Alessandra Maritano

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