Qualcuno scrisse che nel libro “Racconti e ricordi della Val Sangone” c’era “odore di casa”, quell’odore particolare che ti avvolge quando varchi la soglia della tua abitazione e che, quando sei lontano, ti assale all’improvviso, annodandoti lo stomaco. Vale la stessa cosa per “Racconti e ricordi della Val Sangone 2” (Echos Edizioni, 15 euro) che è la naturale continuazione del primo: gli stessi autori, Michele Rege e Giorgetta Usseglio, raccontano storie realmente accadute e leggende inventate chissà quando, narrano di personaggi che hanno calpestato il suolo della Valle ma anche di “masche”, diavoli e persino di lupi mannari. Michele e Giorgetta ci catapultano nel passato, in un piccolo mondo antico che ormai esiste soltanto nelle memorie dei più anziani. Ricordi passati che rivivono grazie a uno strumento moderno: facebook. L’idea dei due libri è infatti nata sul più utilizzato dei social network: qui, in una sorta di “Vià” virtuale permanente, i più anziani hanno raccontato e continuano a raccontare quello che hanno visto con i loro occhi o sentito narrare da amici, parenti e conoscenti, mentre i più giovani (non sono rari né i trentenni né i ventenni) scrivono le storie sentite quando erano seduti sulle ginocchia dei nonni. Nel leggere questo nuovo libro si ha anche l’impressione che numerosi temi del passato si ripropongano pure oggi con la stessa forza dirompente; cambiano soltanto i protagonisti. Ne è un esempio l’immigrazione: i valsangonesi e i valsusini (ma anche gli abitanti di decine di altre nostre valli) che nella prima metà del XX secolo attraversavano le Alpi da clandestini per arrivare in Francia, alla ricerca di un lavoro meglio retribuito, erano poi così diversi dai migranti che, oggi, fanno la stessa cosa, rischiando il congelamento?

Ci sono, poi, racconti più “leggeri”, come quello riguardante lo sconforto che afflisse il burbero don Gallo, parroco di Maddalena di Giaveno per quasi mezzo secolo (dal 1919 al 1968), all’indomani delle elezioni del ’48, quando quasi il 90% delle sue “pecorelle” votò falce e martello. Altri racconti sono invece pura nostalgia, come il ricordo di figure oggi quasi inimmaginabili quali lo “strasè” o il compratore di pelli di coniglio che rappresentavano un appuntamento settimanale fisso per gli abitanti delle borgate dell’alta Valle. Coronano il libro alcune poesie di diversi autori (qualcuna scritta in piemontese o in patois) e le riproduzioni di alcuni splendidi acquerelli realizzati da Giorgetta Usseglio.

Racconti e ricordi della Val Sangone 2” sarà presentato mercoledì 14 febbraio, alle ore 21, nei locali del Cai di Giaveno (Piazza Colombatti). L’ingresso è libero. Durante la serata sarà possibile porgere alcune domande ai due autori e acquistare il libro.

 

Alberto Tessa

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