L’attenzione delle guardie volontarie di vigilanza ambientale, le Fipsas, era ricaduta su un telo colorato, nel rio che scorre nella valle dietro il piazzale dell’Alpe Colombino e che interseca il sentiero che da borgata Giorgiassi porta al Colletto del Forno.

Attratti da quel rifiuto abbandonato, gli agenti hanno risalito il corso del rio per poi trovarsi di fronte ad un’autentica discarica a cielo aperto, retaggio di anni lontani di incuria, a tal punto che i rifiuti erano diventati un tutt’uno con l’ambiente.

Durante l’estate appena conclusa, la discarica è stata bonificata dalla famiglia Versino, che gestisce il bar-ristorante Aquila.

Articolo completo su La Valsusa del 30 settembre.

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