Questa mattina, il giavenese Manuel Morisciano è stato condannato dalla Corte d’Appello di Torino a 11 anni di reclusione per “concorso anomalo nell’omicidio” di Alessandro Gino, biker villarfocchiardese degli Hell’s Angels, e per il tentato omicidio di un altro motociclista del medesimo gruppo.

Il 12 gennaio 2017, dopo un litigio con gli Hell’s Angels sul piazzale dell’Aquila (in località Alpe Colombino), l’amico di Morisciano, Erik Romano, aveva esploso alcuni colpi di pistola per intimorire i bikers. Uno dei proiettili, dopo essere rimbalzato sull’asfalto, colpì alla testa Gino che morì dopo alcuni giorni di coma. Alla sparatoria era presente anche il padre di Romano, Claudio. Durante la fuga, Morisciano aveva investito un altro motociclista che era rimasto ferito a una gamba. Padre e figlio, giudicati con rito abbreviato, sono stati condannati con una sentenza in parte già resa definitiva dalla Cassazione.

Morisciano, che invece aveva scelto di essere processato con rito ordinario, in primo grado era stato assolto dall’accusa più grave (concorso in omicidio), mentre il tentato omicidio era stato derubricato nell’accusa di lesioni.

Il pubblico ministero, Valerio Longi, aveva chiesto 16 anni.

Alla lettura della sentenza, la madre dell’imputato è stata colta da malore ed è stata portata fuori dall’aula per essere soccorsa.

È pressoché scontato il ricorso in Cassazione da parte dei legali di Morisciano, gli avvocati Andrea Cianci e Giampaolo Zancan.

Servizio su La Valsusa del 17 giugno.

 

© Riproduzione riservata