Una pecora morta, spolpata fino all’osso, quattro altre scomparse e un agnellino disperso.

È questo il bilancio di quella che si crede possa essere stata un'”incursione” di lupi in borgata Buffa, a qualche chilometro dal centro di Giaveno, avvenuta presumibilmente nella notte fra venerdì 15 e sabato 16 gennaio.

Gli ovini, di proprietà di Francesca Tamagno, titolare di un’azienda agricola della zona, si trovavano nel prato di fronte a via Petrarca, a poche decine di metri da un piccolo giardinetto pubblico che è spesso frequentato da bimbi con le loro famiglie. La zona è tranquilla, non c’erano cani a guardia del gregge e l’unica protezione era costituita da un filo elettrificato a basso voltaggio.

Di cani randagi nemmeno l’ombra, almeno a sentire gli abitanti del posto.

La certezza assoluta che si sia trattato di lupi non ce l’avrà mai nessuno, ma io credo che ci siano buone probabilità che l’attacco portato a termine un paio di giorni fa a Giaveno sia stata opera di un branco di questi animali, la cui presenza è ormai data per certa da molto tempo anche in Val Sangone“, dice il dottor Corrado Tagliante, veterinario dell’Asl To3 intervenuto sabato mattina, su richiesta della signora Tamagno, che aggiunge: “Di alcune pecore si sono perse le tracce, ma ci sono chiare scie di sangue lunghe una quindicina di metri che indicano il trascinamento di una bestia appena uccisa“.

E che cosa avrebbe spinto i lupi in zone così abitate? “La molta neve in montagna  potrebbe averli costretti a scendere così in basso in cerca di cibo“.

Servizio su La Valsusa del 21 gennaio.

 

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