Se c’è un posto in cui, in caso di emergenza sanitaria in corso, è sconsigliabile fare tappa questo è l’ex ospedale di Giaveno.

Lo ha imparato a proprie spese, per fortuna senza gravi conseguenze, una coppia di giavenesi. Alcuni giorni fa, l’uomo, un quarantenne padre di una bimba piccola, mentre si trovava nel suo giardino è stato punto da un calabrone. Gonfiore, sudore freddo, difficoltà respiratoria e altri sintomi preoccupanti colpiscono quasi subito l’infortunato.

La moglie lo carica in macchina e, pensando di accelerare i soccorsi, lo porta all’ingresso di quello che una volta, prima della pandemia, era il punto di primo intervento.

Peccato che il p.p.i. sia chiuso da mesi e al suo interno si trovino i sanitari delle Usca che si occupano sì di emergenza, ma di quella legata al covid-19.

Tutto è finito bene, ma la confusione che regna in questi tempi sull’ex ospedale poteva avere conseguenze ben più gravi.

Articolo completo su La Valsusa dell’8 luglio.

 

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