Era il 2012 quando la signora Dina Foppa donava alla Città di Giaveno oltre un centinaio di opere del marito, il pittore Lorenzo Alessandri.

Oggi, a distanza di sette anni, quelle opere così preziose hanno trovato un loro spazio: quella che fu la palestra dell’ex scuola Anna Frank, completamente ristrutturata, nel cuore del centro storico, diventerà il “Museo Alessandri”.

Sarà possibile scoprire un’anteprima del futuro, e definitivo, museo, domenica 12 maggio, con il taglio del nastro della sala museale, che vedrà la partecipazione della stessa Dina Foppa e del critico Vittorio Sgarbi.

Sette anni in cui Concetta Leto, curatrice e biografa ufficiale di Alessandri, e con lei il marito Bruno Fassetta, allievo del maestro, hanno lavorato nel “dietro le quinte”, con una buona dose di caparbietà e determinazione, per trovare il luogo adatta a custodire e portare al grande pubblico, in modo permanente, l’arte visionaria del “primo surrealista italiano”, nato nel 1927 e scomparso nel 2000, che a Giaveno visse e lavorò per cinquant’anni.

Articolo completo su La Valsusa del 2 maggio.

Anita Zolfini

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