Il circolo ludico caselettese Play Musinè ha attivato un servizio di prestito gratuito di giochi in scatola. “L’idea mi è venuta sapendo di famiglie con figli a casa che si annoiano e sono sempre fra televisione e videogiochi”, spiega il fondatore del circolo Giorgio Baltera, che spiega anche che ad usufruirne sono anche gli appassionati di giochi in scatola adulti bloccati a casa dal virus. “Il problehttp://play.musine.it/ma è chiaramente l’impossibilità di consegnarli, dato che non sono beni di prima necessità”.

DISTRIBUIRE GIOCHI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Attualmente il sistema funziona con un accordo telefonico preliminare, in cui gli interessati chiamano il circolo per scegliere il gioco; il ritiro avviene durante gli spostamenti concessi dai decreti ministeriali vigenti: “Mentre passano qui davanti per andare a lavoro o a fare la spesa, con il limite di dover mantenere le distanze di sicurezza, li prendono. Attualmente ne diamo anche due insieme, anche per una settimana. Si capisce che, se aumenterà la richiesta, ridurremo la disponibilità per poterli prestare a tutti”.

Sono fra le 150 e le 200 le scatole che riempiono gli scaffali del circolo ludico Play Musinè nell’area del Villaggio a Caselette. Aperto nel 2016 da un gruppo di appassionati, vede circa cinquanta persone a settimana sfidarsi a giochi da tavolo, fra il mercoledì e la domenica. Cinquanta visitatori unici a settimana, fra cui diversi frequentatori abituali che si presentano più spesso.

UN FENOMENO IN CRESCITA COSTANTE IN EUROPA

“Avevamo già visto questo tipo di realtà in altre parti d’Italia ed all’estero”, spiega Baltera che evidenzia l’espansione continua dell’interesse per i giochi da tavolo in Europa. “Mi sono detto che era un servizio che mancava in zona, quello che non mi aspettavo è che attirasse più gente da fuori”.

Il grosso di frequentatori è infatti costituito da appassionati provenienti da tutta la provincia: “Molti da Moncalieri, Torino, Ciriè. Diciamo che rispetto ad altre associazioni o attività, abbiamo un altro spirito: vogliamo essere soprattutto un punto di aggregazione”.

Paola Bertolotto

 

© Riproduzione riservata