BORGONE- domenica 22 settembre, in occasione della Giornata Europea dell’Archeologia, l’Associazione ACAV (associazione culturale archeologica valsusina) di Borgone, ha aperto le porte di due dei siti storico-culturali più importanti, ma non da tutti conosciuti, del comune di Borgone: il Maometto e la Cappella Romanica, situata in zona San Valeriano.

“La Cappella è databile tra l’XI e il XII secolo, e l’affresco che troviamo al suo interno è stato creato presumibilmente nel primo trentennio del XII secolo” ci spiegano i volontari dell’associazione capitanati da Franco Grosso, che ne è l’attuale Presidente.

Spostandosi da San Valeriano a Borgone, nella giornata di domenica è stato possibile ammirare una piccola edicola rupestre che rappresenta il Dio Silvano, divinità minore legata alla coltivazione della terra e, in generale, al mondo naturale e contadino.

“La particolare denominazione di quest’area, Maometto, la si deve a due possibili interpretazioni della figura rappresentata nel piccolo “altare”: la prima è che, quando fu riscoperta questa piccola edicola votiva, molto tempo dopo la sua costruzione, la figura che vi era rappresentata era ormai sconosciuta e il suo culto non veniva più praticato.

Per questa ragione i nuovi abitanti di questa zona, non riconoscendo un personaggio a loro noto, lo attribuirono ad una cultura a loro molto lontana, quella turca, facendolo diventare il profeta islamico.

La seconda ipotesi, si ancora al dialetto piemontese che potrebbe avere identificato il personaggio come “mio ometto” (me omet) che italianizzato avrebbe dato luogo a Maometto.

Articolo completo su “La Valsusa” del 26 settembre

Benedetta Gini

 

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