La Città di Adelaide ha tante pietre preziose tra le sue mura. Sono i nostri giovani, pieni di talento, di idee e di entusiasmo. Con dolcezza e spontaneità coltivavano le proprie passioni, illuminando di luce ogni angolo di Susa. La pietra preziosa che presentiamo oggi si chiama Grazia De Domenico, in arte Grace. Ha diciott’anni e molti sogni nel cassetto, tutti scritti in musica e raccontati su un pentagramma.

Ciao Grace. Come e quando ti sei avvicinata al mondo della musica, della danza e del canto?

“Ho sempre pensato che la musica fosse un bellissimo messaggio attraverso il quale è possibile esprimersi al meglio e sin da piccola ne sono stata affascinata. Mi sono avvicinata al mondo della musica suonando il pianoforte, successivamente ho iniziato a cantare. Mi piaceva canticchiare ed armonizzare le canzoni che sentivo alla radio e quindi i miei genitori, sentendomi cantare a tutte le ore, hanno deciso di iscrivermi in una scuola di canto. Sono sempre stata una ragazza introversa e il canto mi ha aiutato a sconfiggere le mie paure e a sentirmi più sicura di me stessa. Dopo qualche anno ero così presa dalla musica che, per completare la mia formazione artistica, ho deciso di dedicarmi anche alla danza, in tutte le sue forme”.

graceCome definiresti il tuo stile canoro e la tua musica?

“Ogni persona ha un proprio stile vocale che rispecchia la sua personalità. Io ho sempre cercato di rafforzare il mio stile ed arrivare a ciò che sono oggi. Inizialmente prediligevo generi blues, internazionali, infatti il mio nome d’arte è “Grace”. Successivamente ho iniziato ad ascoltare e cantare la musica italiana, che richiede una maggiore interpretazione. Direi di avere uno stile classico, mi piace accompagnare la mia voce solamente con il pianoforte. Penso che sia il miglior modo per trasmettere il significato delle parole, senza strumenti aggiuntivi. Ovviamente questo varia dai gusti di ciascuna persona, ma quando ci sono troppi suoni, dal mio punto di vista, si perde l’essenziale, ovvero il significato e il peso di ciascuna parola”.

Hai mai pensato di comporre e di approcciarti al cantautorato? 

“Dopo la bellissima esperienza che ho vissuto a Sanremo ho iniziato a scrivere delle canzoni, sia melodia che testi. Ho anche registrato il mio primo inedito, ma aspetto di aver pronti altri brani prima di pubblicarli. Personalmente mi reputo una cantautrice, che sta perfezionando al meglio le sue canzoni”.

Racconta le tue ultime esperienze musicali.

Negli ultimi anni ho partecipato a diversi concorsi in tutta l’Italia e in Val di Susa. Ho iniziato a fare i concorsi nel 2016 e adesso, dopo quattro anni, posso dire che sto raggiungendo i miei obiettivi. Tra i vari concorsi che ho vinto il premio più importante è stato il “premio Tenco” che per me è stata una grandissima soddisfazione, perché Luigi Tenco è uno dei miei cantautori preferiti. Un’altra esperienza che mi ha segnata è stato partecipare al programma televisivo “The Coach”, poiché è molto diverso da ciò che sembra. È un ambiente nuovo, con interviste, telecamere e tantissime altre cose che a parole non si possono nemmeno spiegare. Il concorso più importante, ovviamente, è stato quello di Sanremo. Per me è stato un onore arrivare alle semifinali di Sanremo giovani e sicuramente è stata un’ esperienza unica, che mi ha fatto credere in ciò che stavo facendo. Questa esperienza mi ha fatto capire che potevo raggiungere i miei obiettivi soltanto con la convinzione che ce l’avrei fatta”.
“Credo che bisogna impegnarsi sempre al massimo e ottenere i migliori risultati personali”, conclude Grace. “Io sono una ragazza che cerca di porsi degli obiettivi e si impegna per ottenerli. Il canto, il pianoforte e la danza sono tutte passioni in cui cerco di dare il massimo. Prima di salire sul palco penso sempre ad una frase che rappresenta il mio mondo artistico, una frase che una persona a me cara disse dopo avermi sentita cantare: “Quando canti non vibrano solo le corde vocali, ma anche il cuore”.

Intervista completa su La Valsusa di giovedì 2 aprile.

Ilaria Genovese

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