Il suo nome è Gran Dor, un gioco di parole per richiamare sia il grano dorato sia la Dora: è la birra valsusina al cento per cento. L’idea è firmata da Mulino Valsusa di Bruzolo, Birrificio Solaramà di Vaie e Caffè San Domenico di Sant’Antonino.

La birra è prodotta con grani antichi tradizionali della valle che venivano coltivati all’inizio del 1900: una miscela di 8-9 varietà che si seminano insieme. “ Riscoprire oggi i grani tradizionali antichi e coltivarli nei campi della Val di Susa ha di certo più di un vantaggio: poter godere di proprietà nutrizionali superiori, riattivare nuove filiere di produzione e sostenere l’economia del territorio”, spiega Massimiliano Spigolon, anima del Mulino, aperto un anno fa e unico mulino ottocentesco della Valle riportato in funzione.

La cotta è del Birrificio Solaramà, nato a Vaie nel 2004 per produrre birra artigianale: Davide Zingarelli ha accolto il progetto con grande entusiasmo. Acqua, malto d’orzo, grano cento per cento valsusino, luppolo e lievito danno vita a una fusione tra stili e zone birraie rinomate ma con un tocco aggiuntivo, una grande percentuale di grani antichi non maltati, precedentemente tostati che donano un aroma caratteristico aroma e una leggera velatura. Per questo, nel progetto è coinvolto il maestro Roberto Messineo, la cui torrefazione di Sant’Antonino di Susa lavora per marchi di ristorazione internazionale ed eccellenze gastronomiche.

Articolo completo su La Valsusa del 3 giugno.

Carmen Taglietto

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