Nella mattinata di oggi, giovedì 11 luglio, i Carabinieri della Compagnia di Rivoli hanno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari un 68enne residente a Valgioie, indiziato del reato di usura commesso in concorso con la convivente, quest’ultima sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma.

A chiedere aiuto ai Carabinieri della stazione di Giaveno è stato un uomo che ha raccontato ai militari di essere vessato dall’indagato a cui, tempo fa, in un momento di difficoltà economica, aveva chiesto un prestito di 3mila euro. L’indagato avrebbe chiesto alla vittima di restituire, entro il mese successivo, 3500 euro, pena un incremento pari a 500 euro mensili sul debito originato per ogni periodo di ritardo.

L’usurato, quindi, impossibilitato a restituire quanto preteso dall’indagato, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri che hanno dato avvio alle indagini, accertando che nel periodo compreso tra il mese di settembre 2016 e il mese di marzo 2018 aveva già restituito al suo aguzzino una somma pari a 7300 euro complessivi.

Le attività condotte dai militari hanno poi consentito di acclarare l’esistenza di una seconda vittima: donna, anch’essa in difficoltà economiche legate alla gestione di una attività commerciale.

Dopo aver chiesto e ottenuto dall’arrestato un prestito di 2000 euro, la vittima, a causa dei ritardi nelle restituzioni, si è trovata a dover riconsegnare una somma complessiva ammontante a 5.400 euro in un arco temporale compreso tra l’agosto e il dicembre 2018.

I Carabinieri hanno quindi raccolto gravi indizi di colpevolezza sul conto dell’uomo e della coniuge. A fugare i dubbi circa il coinvolgimento della donna nell’attività criminosa sono state le perquisizioni effettuate, nell’ambito delle quali i militari hanno trovato agende ed appunti verosimilmente relative alla contabilità dei crediti usurari di cui si occupava proprio lei.

 

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