Lavoratori dell’Alcar di Vaie dall’arcivescovo Cesare Nosiglia questa mattina, martedì 3 novembre. Durante il lungo colloquio, avvenuto nel vescovado di Susa, i  delegati Totò Rabito, Giuseppe Paolella  ed Enrique Jarquin, insieme a Rocco Cutrì (segretario Fim Cisl) hanno esposto la delicata situazione dei 150 addetti dello stabilimento di Vaie e dei circa 280 dipendenti della fabbrica di Lecce.

L’azienda ha ricominciato a produrre dopo lo stop seguito a una (errata?) interpretazione di quanto stabilito dal Tribunale pugliese  che avrebbe imposto un limite di 10 mila euro di spesa per ciascun fornitore. Sgombrato il campo dall’equivoco la produzione è ripartita con uno sgradevole “incidente” lunedì 26 ottobre quando, all’alba, i lavoratori si sono accorti che, durante il week end, i ladri avevano visitato lo stabilimento di Vaie portando via alcuni macchinari e provocando danni ingenti.  Intanto l’azienda è in attesa che si affacci un imprenditore disponibile a rilevarla.

Oggi l’incontro con mons. Nosiglia. “La vicenda dell’Alcar – ha detto il vescovo – rappresenta un ulteriore tassello di una situazione sociale ed economica molto difficile che attanaglia il territorio dell’area metropolitana torinese da diverso tempo, ulteriormente complicata dalle implicazioni dettate dalla pandemia”- Nel corso dell’incontro l’arcivescovo ha avuto modo di esprimere la sua solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’Alcar; un’azienda, ha sottolineato l’arcivescovo “che ha ancora, grazie al suo capitale umano, le possibilità di rimanere sul mercato per dare futuro e sviluppo al territorio e alle famiglie dei lavoratori.” 

“Le possibilità di mantenere questo sito produttivo d’eccellenza nella Val di Susa –  ha aggiunto mons. Nosiglia – sono legate all’impegno che tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda devono mantenere:  le istituzioni pubbliche e il mondo imprenditoriale insieme ai sindacati possono collaborare per trovare una via d’uscita dignitosa per il lavoro e per le persone. Impresa e istituzioni possono ancora essere decisivi: Prefettura, Ministero e Regione sono già al lavoro per trovare soluzioni concrete”.

Dalla conoscenza di questa vicenda – ha concluso mons. Nosiglia – abbiamo anche appreso l’altro attaccamento che stessi lavoratori hanno mostrato per la azienda per il loro lavoro, mettendo a disposizione le proprie risorse per salvare il lavoro e la produzione. Rimaniamo fiduciosi che una soluzione positiva possa essere trovata attraverso la strada della leale collaborazione tra mondo dell’impresa, del lavoro e delle istituzioni pubbliche. In questo tempo di grandi difficoltà servono segnali concreti di speranza per sostenere il nostro territorio ad uscire da una crisi che non merita.

Al termine dell’incontro, Rocco Cutrì (Fim Cisl) ha rilasciato al nostro giornale una videointervista di seguito pubblicata: “Abbiamo molto apprezzato l’interessamento dell’Arcivescovo Nosiglia, da sempre sensibile e presente ai temi del lavoro e alle molte vertenze del nostro territorio”, ha detto il sindacalista.

 

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