Che fine faranno i muri superstiti del vecchio cimitero ottocentesco di Ruata Fasella, quello, per intenderci, adiacente alla cappella di San Sebastiano?

Se l’è chiesto l’ormai noto autore locale Michele Rege in un post sul gruppo facebook “Racconti e Ricordi della Valsangone”, tracciandone anche una breve storia e chiedendone un eventuale restauro.

Quella che recentissimamente è diventata la sede di un’azienda forestale che sfrutta il terreno come deposito di legname fu infatti per più di un secolo (dall’editto napoleonico di Saint- Cloud del 1804) l’ultima dimora di molti giavenesi, alcuni dei quali particolarmente illustri, come Francesco Gonin, passato alla Storia, oltre che per alcuni suoi preziosi dipinti e affreschi (sua è la sala d’attesa dei Reali alla stazione di Torino Porta Nuova) anche per essere stato l’illustratore de I Promessi Sposi.

Articolo completo su La Valsusa dell’8 aprile.

Alberto Tessa

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