Nella foto: stazione radioamatoriale al Tekniska Museet di Stoccolma - CC BY-SA 3.0 da Wikimedia Commons
Cultura

I radioamatori, da oltre un secolo sulla cresta dell’onda (radio)

CQ CQ CQ DE IZ1SBZ… non preoccupatevi se questa espressione vi sembra incomprensibile: si tratta di una chiamata generale da una stazione alle altre nel linguaggio dei radioamatori.

In principio esistevano solo l’alfabeto Morse ed i cavi del telegrafo ma, sin dal tempo dei successi di Marconi, l’idea di poter comunicare tramite le onde elettromagnetiche suscitò interesse da parte di molti appassionati.

L’uso della radio come mezzo di comunicazione è oggi in declino a causa dell’avvento della telefonia mobile e di Internet, ma si stima che il numero dei radioamatori rimanga comunque alto: secondo l’ARI (Associazione Radioamatori Italiani), oggi vi sono oltre due milioni di radioamatori autorizzati nel mondo.

Per essere in regola, il radioamatore deve possedere la patente, il nominativo e l’autorizzazione generale all’esercizio della stazione. Il gergo dei radioamatori è vario e colorito, con frequenti punte di ironia.

Fra gli scopi principali di un radioamatore vi è la buona riuscita dei contatti con gli altri operatori attraverso la continua sperimentazione su trasmissione e ricezione, che comprende varie modalità operative.

Quello del radioamatore può essere anche un servizio di pubblica utilità, ad esempio nell’ambito della protezione civile in caso di calamità e disastri, quando le normali linee di comunicazione si rendono inutilizzabili.

Lorenzo Rossetti

Servizio su La Valsusa del 29 febbraio 2024

Nella foto: stazione radioamatoriale al Tekniska Museet di Stoccolma – CC BY-SA 3.0 da Wikimedia Commons

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.