I ragazzi del Ferrari, o meglio della Baita di Paolo di Susa, non potevano mancare.

Palermo ormai è la loro seconda casa, perchè di casa si parla: quella di Paolo Borsellino.

Il 19 gennaio ‘40 nasceva alla Kalsa il giudice tragicamente polverizzato da creature che nulla hanno di umano in quel tragico 19 luglio ‘92. Con lui, gli angeli Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Antonio Vullo.

Tutti loro sono volati in cielo: Antonio resta, ma il suo cuore vola con loro. La Baita di Susa è stata chiamata così da Salvatore Borsellino in visita al Ferrari, ospite accogliente, premuroso, prezioso ogni volta che si entra nella “Casa di Paolo” alla Kalsa.

Mille i sentimenti, tantissimi gli abbracci con Salvatore, Roberta, Rossella e ancora con zio Vincenzo Agostino, lo zio di tutti noi, zio di tutti e papà di Nino, papà acquisito di Ida, marito della compianta e insostituibile signora Augusta, scomparsa recentemente.

Nino, orribilmente assassinato con la sua sposa incinta, davanti a casa, perchè aveva sventato l’attentato dell’ Addaura contro Giovanni Falcone.

Zio Vincenzo quella barba bianca non se la taglia da allora, donna Augusta dal Paradiso lo sta aiutando a scoprire la verità sull’omicidio di figlio, nuora e nipotino.

Servizio su La Valsusa del 30 gennaio.

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