“Non siamo contrari al progresso tecnologico, ma la salute dei cittadini viene prima di ogni cosa” gridavano i ragazzi di CODAREM lo scorso 24 gennaio, a Torino, in occasione della prima manifestazione organizzata in Piemonte contro il 5G. Da allora molte cose sono cambiate, ma il messaggio diffuso dal Comitato di Bussoleno per la difesa dalle radiazioni elettromagnetiche è rimasto lo stesso.

Così come la voglia di mettersi in gioco per colmare il gap informativo di popolazione ed amministratori rispetto al tema dell’elettrosmog e della tecnologia 5G.

“Le nostre iniziative sono ispirate al principio di precauzione, banalmente riassumibile nell’aforisma “prevenire è meglio che curare” – spiegano i portavoce di CODAREM – “I recenti studi condotti dall’Istituto Ramazzini di Bologna e dal National Toxicology Program hanno dimostrato la nocività per la salute dell’uomo delle tecnologie 2G e 3G; non sappiamo ancora quali saranno gli effetti ambientali e sanitari del 5G perché nessuno ha mai eseguito studi preliminari al riguardo, ed è proprio questa la ragione per cui chiediamo ai sindaci di non consentire la sperimentazione del segnale”.

Per rendere ancora più incisiva la loro battaglia da alcune settimane i ragazzi di CODAREM hanno avviato insieme ad ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente), A.P.P.L.E (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog) ed A.I.E (Associazione Italiana Elettrosensibili) una campagna informativa nazionale sui rischi per la salute legati al 5G. Nella sostanza ai sindaci di tutti i Comuni della penisola sono stati inviati via pec tredici allegati contenenti materiale informativo e documenti necessari all’emanazione di ordinanze che vietino la sperimentazione della tecnologia di quinta generazione.

E nonostante l’iniziativa sia partita soltanto da qualche settimana, i primi risultati non hanno tardato ad arrivare.

137 sindaci hanno già aderito alla nostra iniziativa ed emesso ordinanze tese a vietare l’installazione della tecnologia 5G e ad inibire il potenziamento delle antenne di telefonia mobile già presenti sul loro territorio – proseguono da CODAREM – ci auguriamo che presto anche gli amministratori dei Comuni valsusini accolgano il nostro invito e che i cittadini non si lascino influenzare da quanti tentano di delegittimare la nostra lotta. A differenza di chi ha recentemente messo in circolo fake news che associano il covid al 5G, noi di CODAREM, ISDE, A.P.P.L.E ed A.I.E. non abbiamo mai creato allarmisti. L’unico scopo che perseguiamo è infatti la salvaguardia della Salute e dell’Ambiente”.

Federica Allasia

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