Il 1961 dev’essere stato un anno tutt’altro che noioso, vista la ricchezza di eventi storici da cui fu caratterizzato: lo sbarco degli anticastristi nella Baia dei Porci a Cuba, la costruzione del Muro di Berlino, il primo volo spaziale di un essere umano (Jurij Gagarin) e, più in piccolo ma mica tanto, anche Italia ’61 che, per qualche mese, vide la Torino industriale e industriosa ritornare capitale, questa volta non dello Stivale, bensì della Cultura, della Tecnologia e dell’Innovazione mondiali.

Nata per celebrare i cento anni dell’Unità d’Italia, la kermesse torinese è stata molto più di un semplice ricordo delle sfide che il Belpaese dovette affrontare in un secolo di vita.

Il libro di Nico Ivaldi, intitolato “Italia 61- L’evento che cambiò Torino”, edito da Susalibri, la casa editrice delle librerie valsusine Panassi, è un’interessante operazione che ha il sapore di un “Amarcord” per chi possiede già un po’ di capelli bianchi in testa, mentre per chi 60 anni fa era soltanto “in mente Dei” la lettura di queste agili 150 pagine può dare un importante contributo per meglio comprendere una fase storica fondamentale per la Torino contemporanea.

Articolo completo su La Valsusa del 13 maggio.

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