ROMA – Sono più di 180 in tutta Italia, quasi uno per diocesi. Sono i settimanali cattolici, alcuni ultracentenari, altri nati da pochi anni. Praticano quello che – nel corso dell’assemblea elettiva della Fisc (Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici) che si è svolta all’Hotel Midas di Roma dal 21 al 23 novembre – è stato definito ‘giornalismo di prossimità’.

Il giornalismo che dà voce alla gente e ai territori, che pubblica le notizie che (di solito) non si trovano sui grandi quotidiani, non vengono dette nei tg nazionali; il giornalismo che valorizza l’identità e la memoria dei luoghi senza rinchiudersi nei perimetri sotto i campanili ma aprendosi al mondo.

Una realtà che rispecchia questa Italia fragile e, allo stesso tempo, unica nel sapersi risollevare di fronte alle difficoltà, alle tragedie, alle calamità e nel dimostrare solidarietà.

Così quella di Roma è stata un’assemblea vera, dove si sono confrontate realtà, storie e sensibilità diverse, capaci di convergere in un cammino comune. Un confronto che si è tradotto nel voto del nuovo Consiglio Nazionale della Federazione che si riunirà entro 60 giorni per eleggere i nuovi dirigenti.

L’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Questa immagine richiede un testo alt, ma campo alt è al momento vuoto. Aggiungere un testo alt o impostare l'immagine come decorativa.Il resto lo hanno fatto il confronto, le testimonianze, gli incontri. Come quello col presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha incontrato il Consiglio Nazionale al Quirinale mercoledì 20 novembre, il giorno prima dell’apertura dell’assemblea. La consegna lasciata dal Capo dello Stato è chiara: ‘Stimolare la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”.

Del resto, ha aggiunto, i giornali locali sono quelli che hanno i lettori più esigenti perché parlano di realtà che i lettori conoscono direttamente”. E poi in questi giornali

l’antidoto alle fake news è molto più forte; nelle testate locali c’è una maggiore attendibilità”.

Concetto ripreso giovedì 21 all’apertura dei lavori da mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei. I settimanali diocesani non sono “semplici fogli o bollettini” ma “giornali veri e propri, chiamati a integrare alla funzione informativa anche quella formativa”.

Si tratta, come ha detto – Giovanni Maria Flick (presidente emerito della Corte costituzionale) di una presenza importante in un

contesto dominato da una informazione drogata e viziata che alimenta ogni giorno antisemitismo, femminicidi e discriminazione del migrante’. Un contesto nel quale “occorre dare attuazione all’articolo 21 della Costituzione’.
‘La libertà di informare – ha aggiunto – ha come presupposto la libertà di essere informati’ e “la libertà di informazione è lo strumento attraverso cui si possono esercitare tutte le altre libertà, di pensiero, di coscienza’.

Per attuare queste indicazioni però, i settimanali devono essere messi nelle condizioni di… vivere. Ed ecco la good news annunciata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Andrea Martella: La legge di bilancio sospende il taglio diretto ai contributi per l’editoria. E questo è solo il primo intervento per i giornali diocesani, che sono i principali beneficiari dei contributi pubblici all’editoria. Seguirà un organico piano di riorganizzazione dei fondi nella prossima riforma della legge per l’editoria”. Una buona notizia, ha detto Carlo Verna, presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti: Non abbiamo bisogno di tagli ma di una nuova legislazione per il giornalismo’.

Nell’omelia della Messa celebrata venerdì mattina, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia– Città della Pieve, ha tracciato la via che devono seguire i settimanali diocesani: “L’ascolto del territorio, ben oltre la pura cronaca”. Che significa “ascolto delle persone, delle comunità. Del tempo che viviamo, che rischia di non avere più interpreti autorevoli, punti di riferimento in grado di decifrarlo e orientarlo”.

Secondo il card. Bassetti, “l’ascolto è un atto necessario allo svolgersi della comunicazione e prevede, anzitutto, il silenzio, condizione indispensabile per ricevere ogni parola pronunciata e coglierne il significato”. “L’ascolto è anche essenziale per riscoprire la bellezza di un’appartenenza, di far parte di una comunità, di una Federazione”, ha aggiunto.

Di qui l’incoraggiamento ai direttori dei settimanali: “ Sappiate ascoltarvi con umiltà e pazienza; tendete a costruire reti di condivisione all’insegna della stima e della valorizzazione reciproca; guardate più in là dell’immediato, lasciandovi illuminare da quella Sapienza che, mentre aiuta a leggere il presente, sostiene nelle difficoltà e nella fatica, dando ali d’aquila al vostro servizio”.

BRUNO ANDOLFATTO

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