Si chiamano Ian e John, hanno tre anni e pesano già due tonnellate. Sono i due rinoceronti bianchi accolti poco prima del 25 aprile a  ZOOM Torino, il primo bioparco immersivo d’Italia (Cumiana,  strada Piscina 36).

Come per tutti gli esemplari ospitati al bioparco Zoom Torino, Ian e John provengono da un’altra struttura zoologica EAZA: il Cotswold Wildlife Park and Gardens di Oxfordshire (UK).

Il loro trasferimento nella struttura di Zoom Torino rientra nel programma di interscambio tra parchi europei gestito e supervisionato dall’EAZA, l’associazione che riunisce tutte le più prestigiose strutture zoologiche europee.

 

La nuova casa di Ian e John

I 2 rinoceronti sono inseriti nell’habitat Serengeti, un ambiente di 15.000 mq, il primo e unico multi-specie in Italia dedicato ad erbivori e volatili della savana africana visitabile a piedi e dove convivono circa 10 specie differenti, senza gabbie o recinzioni, separati dai visitatori solo da barriere naturali come formazioni rocciose, alberi e corsi d’acqua.

In una prima fase Ian e John sono stati ospitati in una nuova holding costruita appositamente per loro: una zona indoor che garantisce la regolare salute dei rinoceronti anche di notte e d’inverno assicurando una temperatura media di 18° C.

Per la realizzazione di questa struttura, così come di tutte le holding presenti nel bioparco, sono state seguite le Swiss guidelines, le più rigide in termini di requisiti minimi per il benessere dell’animale, mentre per la conformazione e la gestione vengono seguite le Husbandry guidelines degli EEP dell’EAZA, documento che indica le procedure idonee per la gestione e cura di particolari specie.

Dopo pochi giorni di ambientamento, Ian e John hanno potuto fare esperienza del paddock, spazio outdoor a loro dedicato, e interagire con le altre specie che vivono nell’habitat, in particolare zebre, struzzi e piccole antilopi.

Chi sono Ian e John

Ian e John sono fratelli consanguinei, ovvero sono figli dello stesso papà, Monty, nati entrambi nel 2015. Ian è nato a marzo dalla mamma Ruby, John è nato ad agosto dello stesso anno dalla mamma Nancy. Ian è riconoscibile dal suo corno dritto. John è il più coccolone ed è alla continua ricerca di attenzione.

La loro dieta è molto semplice, si cibano principalmente di erba e fieno. I fratelli rinoceronti sono entrambi di carattere molto socievole e molto giocherelloni.

I due fratelli hanno un elevato valore genetico in quanto il loro dna che hanno ereditato dai loro genitori, è caratterizzato da una notevole distanza genetica dal resto dalla popolazione ex situ. Questa caratteristica rappresenta un punto importante in quanto presto potranno riprodursi e continuare così a mantenere la specie in vita.

Poter ospitare due maschi all’interno di una struttura zoologica rappresenta un’importante prova di fiducia da parte dell’EAZA e dell’EEP coordinator della specie, si tratta infatti di un primo step per iniziare a breve la riproduzione.

Alcuni studi dimostrano infatti che per riprodursi, una coppia di rinoceronti abbia bisogno anche della presenza di un secondo maschio nello stesso gruppo di pachidermi.

Una volta ambientati nel nuovo parco e raggiunta la maturità sessuale, quindi, l’EAZA potrà inviare a ZOOM una femmina di rinoceronte bianco nella speranza che nasca poi un cucciolo. La gestazione dei rinoceronti è una delle più lunghe in natura, circa 22 mesi.

Difendiamo i rinoceronti dai bracconieri

Il rinoceronte bianco appartiene ai programmi EEP (European Endangered Species Programm) dell’EAZA in quanto specie ad alto rischio estinzione a causa del crescente bracconaggio.

La situazione è degenerata nell’arco di pochissimi anni, dal 2010 al 2018, passando dall’uccisione di circa 30 a circa 1.028 esemplari nel 2017, a causa della credenza della capacità curativa (dalla febbre all’epilessia e il cancro) e dei poteri afrodisiaci della polvere del corno.

La richiesta sul mercato è altissima: il valore del corno è di circa 90mila dollari/kg (contro i 80mila dollari della cocaina!). Questo significa che con un unico corno (un corno pesa fino a 5-6kg e può raggiungere anche 1,5 mt di lunghezza) il guadagno dei bracconieri e dei loro committenti può aggirarsi intorno ai 500mila dollari nell’arco di sole 48 ore, cioè il tempo calcolato dall’uccisione dell’animale all’immissione sul mercato della polvere del suo corno.

Il bracconaggio è un mercato globale il cui valore viene stimato tra i 70 e 213 miliardi di dollari l’anno e che, dopo il traffico di armi, di droga e di esseri umani, è il terzo più redditizio del mondo illegale.

Il principale importatore di corni è il Vietnam in quanto è il principale distributore per i mercati asiatici.

Alla fine del 2017, in natura erano rimasti solamente 20.000 esemplari di rinoceronte bianco (fonte Save The Rhino – https://www.savetherhino.org/).

Se i tassi di abbattimento continuano a salire con lo stesso trend dell’ultimo periodo –  1 rinoceronte ucciso ogni 7 ore in meno di 30 anni – i rinoceronti bianchi saranno estinti nel loro habitat naturale e si potranno osservare e conoscere esclusivamente nelle strutture zoologiche.

 In Europa, nelle strutture EAZA, sono ad oggi ospitati 310 rinoceronti, di cui in 6 in Italia.

“L’essere scelti da un’importante associazione europea, che riproduce animali a rischio estinzione a fini conservazionistici, quale struttura zoologica dove accogliere e far crescere uno dei big5 africani – spiega Gian Luigi Casetta, fondatore e amministratore delegato di Zoom Torino – è per noi un onore e al tempo stesso un’opportunità. L’affidamento dei due rinoceronti rientra infatti nell’ambito di un importante programma di riproduzione di una delle specie attualmente più braccata con un forte rischio di estinzione imminente. Poter far conoscere una specie simbolo di biodiversità ad altissimo rischio è, quindi, un’occasione speciale per coinvolgere attivamente i visitatori, anche nei progetti di conservazione in natura che portiamo avanti, e sfatare definitivamente i falsi miti legati al loro corno, per il quale rischiano quotidianamente la vita.”

 

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