Un sabato notte del marzo 1988 ha segnato per sempre la vita di Cito (il diminutivo che usavano in famiglia per Ignazio Okamoto), il giovane di Collebeato, a Brescia, morto nei giorni scorsi, a 54 anni, 31 dei quali passati in coma vegetativo, ma da sempre circondato dall’amore del padre Hector, 77enne originario del Messico, della madre Marisa e del fratello minore che lo hanno accudito sino all’ultimo.

Quella che era stata una bella serata in compagnia, a causa di un colpo di sonno, si trasformò in una tragedia.

In quell’incidente stradale perse la vita anche un amico di Cito, mentre altri tre si salvarono. I primi anni sono stati difficili, drammatici, racconta al telefono Hector, ma l’amore per quel figlio immobilizzato nel letto li ha supportati sempre, aiutandoli ad accettare una condizione che per molte persone sarebbe stata inaccettabile.

Articolo completo su La Valsusa del 29 agosto.

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