Non c’è pace per il Giandujotto di Torino. Quando il lungo iter per il riconoscimento dell’Igp, l’Indicazione Geografica Protetta, sembrava cosa quasi fatta, con il corposo fascicolo trasmesso di recente dal Ministero dell’Agricoltura – dopo l’adozione del 23 marzo – alla Commissione Europea, ultimo atto del procedimento, ecco una nuova battuta d’arresto.
Il colosso svizzero Lindt & Sprüngli, che dal 2022 ha incorporato l’azienda dolciaria Caffarel, ha depositato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento.
Sempre la Lindt aveva già sollevato obiezioni nel novembre 2023 sugli ingredienti previsti dal disciplinare che, secondo il comitato presieduto dal giavenese Guido Castagna che riunisce oltre quaranta imprese piemontesi del settore cioccolatiero, devono essere quelli della ricetta originale, quindi nocciola (anche questa Piemonte Igp), zucchero e massa di cacao.
Servizio su La Valsusa dell’11 giugno.
















