Chiesa oggi

Il Beato Rosaz è tornato nella cattedrale di Susa

Lunedì 31 monsignor Rosaz, il Beato Rosaz, il santo segusino, è ritornato a percorrere le vie della città di Adelaide come aveva fatto tante volte nel tempo della sua vita terrena, andando a trovare i poveri ed occupandosi delle ragazze abbandonate o in difficoltà.

Infatti, l’ultimo giorno di ottobre si è svolta la grande e partecipata cerimonia della traslazione delle reliquie del beato vescovo di Susa dalla cappella dell’Immacolata, in via Madonna delle Grazie, alla Cattedrale di San Giusto, la sua Chiesa Madre, presso l’altare laterale a lui appositamente dedicato.

Le celebrazioni hanno avuto inizio alle 17, nella cappella delle Suore Missionarie Francescane, le consorelle della congregazione figlia del Beato, con la preghiera dei vespri, alla quale hanno partecipato ben quattro vescovi, numerosi sacerdoti, le figlie del Rosaz e tante persone accorse a pregare il proprio santo, tutte con in mano le lanterne con i lumini, approntate per la successiva processione.

Il lungo corteo, all’interno del quale è stato portato sulle spalle di alcuni volenterosi il catafalco con le spoglie del beato, si è poi snodato da via San Francesco a via Rosa, per poi girare in piazza Trento, proseguire in via Palazzo di Città, per infine raggiungere la Cattedrale.

La messa solenne è stata celebrata da monsignor Renato Boccardo, valsusino di Sant’Ambrogio, arcivescovo di Spoleto e Norcia, nonché postulatore della causa di beatificazione del Rosaz, accompagnato dai vescovi emeriti di Torino e Susa, Cesare Nosiglia e Alfonso Badini Confalonieri, insieme anche al vescovo di Ivrea, Edoardo Cerrato.

Ampio servizio su La Valsusa del 3 novembre.

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