“Il cemento armato non sfida i secoli ma ha un periodo di vita utile oggi stimato in 50-60 anni”: lo afferma Vincenzo Locuratolo, ex direttore dell’area Lavori Pubblici del Comune di Alpignano.

“E’ impensabile risanare il ponte nuovo per riaprirlo al traffico veicolare”.

Il geom. Locuratolo ripercorre la storia del ponte nuovo, dall’inizio dei lavori nel 1931: “Nel corso degli anni ha subito variazioni termiche, infiltrazioni d’acqua piovana e di sale (che causa la corrosione del ferro) nei periodi invernali, vibrazioni e sollecitazioni dovute al passaggio dei carri armati negli anni ’70 perché, in colonna, andavano a Caselette per i campi estivi e invernali. E, ancora, tir, autobus, bisarche con nastri d’acciaio, vagoni ferroviari carichi di silice quando ancora c’era la Philips in via Caselette. Nonostante il transito di tutti questi mezzi pesanti, la Provincia – fino a quando esisteva – non ha mai fatto verifiche di stabilità strutturale”.

Il Ponte Nuovo è un over 80 che non ha mai avuto cure adeguate e ormai ha superato il suo ciclo vitale.

Articolo completo su La Valsusa di giovedì 18 giugno

Carmen Taglietto

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