Luca Mercalli, climatologo, è nato a Torino, classe ’66, dal 1993 è presidente della Società Meteorologica Italiana, associazione nazionale fondata nel 1865, e dirige la rivista Nimbus.

Si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna sostenibilità in scuole e università in Italia, Svizzera e Francia e la pratica in prima persona, vivendo in Valle di Susa, ad Almese, in una casa a energia solare, e viaggiando in auto elettrica e coltivando l’orto.

Per Rai3 ha lavorato alle trasmissioni televisive  “Che tempo che fa“, “Scala Mercalli” e “TGMontagne“.

Per l’edizione del 22 novembre de La Valsusa, Giorgio Brezzo gli ha posto alcune domande sul Tav (e non solo).

Ecco un’anteprima dell’intervista:

Dopo la manifestazione Sì Tav di Torino, le “madamine” organizzatrici hanno consigliato, ai valsusini che contestano l’opera, di dedicarsi alla decrescita felice con pecore e mucche nelle belle vallate, lasciando però lavorare per lo sviluppo chi invece è favorevole al supertreno…Lei che ne pensa?

Ho soltanto un paio di cose da dire… Ma partiamo pure da queste visioni più ampie. Noi viviamo in un  mondo che deve ridurre i consumi, non aumentarli. E questo ce lo indica perfino l’Europa, quando ci consiglia di perseguire il modello di economia circolare.

Fare questo vuol dire utilizzare meno materie prime, riciclare molto di più e dunque produrre assai meno rifiuti ed anche realizzare oggetti più durevoli.

Allora: ditemi voi se adottare questo modello non corrisponda anche a diminuire notevolmente i trasporti…E quindi non si tratta di decrescita, pecore e mucche in verdi vallate, ma addirittura di logica…

E l’indicazione arriva dall’Unione Europea, quella stessa che poi vorrebbe costruire corridoi per aumentare i traffici.

Beh, anche nella UE ci sono contraddizioni; è normale, perfino ovvio. A me sembra però più intelligente l’economia circolare piuttosto che l’aumento dei trasporti. Continua in edicola.

© Riproduzione riservata