D-Day. Il giorno decisivo, 6 giugno del 1944, il mare è in burrasca, una massa compatta di navi attraversa la Manica.

Quelli che si cominciano a vedere sulle spiagge della Normandia sono militari americani, britannici, canadesi, sotto il comando del generale Eisenhower. I tedeschi non credono ai propri occhi. È lo sbarco in Normandia, l’inizio della liberazione della Francia e dell’Europa dal nazismo. Un’operazione organizzata da mesi, in gran segreto e tra infinite difficoltà. È il punto di svolta della Seconda guerra mondiale perché sappiamo che il conflitto avrebbe avuto un altro corso se non ci fosse stato quel giorno così lungo. E oggi il mondo sarebbe forse diverso.

« Les sanglots longs des violons de l’automne blessent mon coeur d’une languer monotone”, Radio Londra ore 21,15 lunedì 5 giugno 1944. Per gli ignari ascoltatori un messaggio incomprensibile, tratto da una poesia di Paul Verlaine, per i Maquis (i partigiani Francesi) è il segnale da tempo atteso: lo sbarco degli alleati è imminente, l’operazione Overlod sta per partire.

Lo sbarco delle truppe sulle spiagge della Normandia, che tutti conosciamo, fu preceduto da ingenti bombardamenti e dall’atterraggio delle truppe aviotrasportate della 101° e 82° Airborne assieme ai commandos inglesi e francesi.

Questi ebbero il compito di creare delle teste di ponte funzionali a sostenere l’attività degli uomini che si accingevano a giungere via mare. Ed è proprio uno di questi soldati americani, della 101° divisione Airborne, che Giuseppe Oliveri di Bussoleno ha deciso di rappresentare ricostruendo la divisa che venne indossata durante il conflitto mondiale.

Da sempre appassionato di storia e di rievocazioni storiche nel gruppo Granatieri Valsusa 1861-1918, (passione trasmessa da suo padre) ha scelto di rievocare anche questo periodo buio della storia, per contribuire a mantenere viva la cultura e la memoria storica di quanto accaduto e commemorare chi con sofferenza e morte ha preso parte a questo conflitto mondiale.

“Da alcuni anni sono entrato a far parte del gruppo storico 2194 (i giorni che durò l’ultima guerra mondiale) Allied Forces, – spiega Giuseppe Oliveri – ho partecipato a diverse rievocazioni e raduni, coinvolgendo anche la mia compagna con cui condividiamo la stessa passione. Con il tempo ho potuto migliorare e arricchire di particolari e accessori il mio display con parti riprodotte e anche originali, infatti oltre a rievocare colleziono anche oggetti d’epoca sia militari che civili. Un sogno che spero di poter realizzare un giorno è quello di poter partecipare alle rievocazioni del D-Day che si svolgono in Normandia e visitare di persona quelle zone, per poter sentire e provare a comprendere ancora meglio ciò che provarono quei poveri ragazzi sbarcati tra proiettili e bombe”.           

 

 

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