Sono nati nello stesso giorno dello stesso anno, il 14 novembre 1948, ma a centinaia di chilometri di distanza. L’uno a Trana, l’altro a Londra. L’uno con un trascorso da architetto e docente a Giaveno, l’altro è tuttora il primo in lizza come erede al trono britannico.

Parliamo di Stefano Barone e del suo regale coscritto, il Principe del Galles Carlo, figlio della regina Elisabetta II.

Vent’anni fa circa, Barone, ispirato dalla mamma che gli ricordava sempre la singolare coincidenza, ha iniziato una consuetudine che prosegue tuttora: ogni anno, una settimana circa dalla data del compleanno, invia al Principe Carlo un biglietto d’auguri. E puntualmente, qualche giorno dopo, dalla Casa Reale arriva il ringraziamento con contraccambio di auguri.

“Lo spedisco, tramite raccomandata, a Clarence House. – spiega Stefano Barone – È una tradizione alla quale sono affezionato”.

Così ha fatto anche l’anno scorso, nell’anno dei 70. La risposta non si è fatta attendere, accompagnata, come avvenuto già un decennio fa, per i sessant’anni, da una scatola di ottimi biscotti al burro.

“Anche io avevo pensato in passato di mandargli in dono una nostra specialità enogastronomica, ne abbiamo così tante, – prosegue il giavenese – ma non gli sarebbe arrivata, per i controlli”. Barone confida un piccolo sogno del cassetto, che ha anche scritto nel biglietto augurale al Principe: “Vorrei tanto un giorno poterlo incontrare, so che è difficile, ma io continuo a sperarci”.

Mai dire mai, chissà che un giorno i due coscritti possano stringersi la mano. Nel frattempo, lo scambio epistolare augurale continua.

Anita Zolfini

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