Nell’era del digitale, bombardati come siamo da notizie in ogni momento, e nel tempo del cosiddetto “citizen journalism”, in cui i cittadini stessi diventano protagonisti e collaboratori nella diffusione delle informazioni, come si concretizza la professione del giornalismo?

E com’è cambiato questo mestiere? A darne una risposta esauriente ci ha pensato la giavenese Roberta Novarino nella sua tesi del corso di laurea triennale in Innovazione Sociale, Comunicazione e Nuove Tecnologie, prendendo come esempio anche La Valsusa, dove ha svolto alcuni mesi di tirocinio.

La rivoluzione nel giornalismo nell’era del digitale e le sue implicazioni sociali”: questo il titolo del suo lavoro, coordinato dal prof. Luciano Paccagnella, che ha discusso il 26 novembre.

All’approfondimento teorico su storia e cambiamenti della professione giornalistica, Roberta ha unito un importante capitolo su La Valsusa, dagli esordi di 122 anni fa ai giorni attuali, con interviste al direttore don Ettore De Faveri e ai redattori.

Un esempio di come un giornale locale ha saputo evolversi per stare al passo con i tempi, pur mantenendo come protagonista assoluta la carta.

 Il futuro è sicuramente pieno di sfide, ma sono convinto – si legge in un passaggio dell’intervista al direttore – che la storia che sta dietro ci aiuterà ad uscire dalla crisi del cartaceo, non battendo il digitale, ma sfruttandolo”. 

 Le piccole realtà locali – scrive Roberta Novarino – non sono soltanto insiemi di fogli: sono testimoni di un tempo che non è ancora finito, di una tradizione che ha ancora una possibilità di continuare. In un contesto dove tutto corre veloce, le redazioni locali vogliono invece rallentare, ritrovare una strada per accettare il digitale e non abbandonare il cartaceo”. “

Il giornale cartaceo scomparirà? – si chiede Roberta in chiusura di tesi– Forse no, l’importante è credere in ciò che si fa ogni giorno, in ogni singola parola impressa sulla carta, in ogni lettore che decide che forse vale la pena prendersi quei pochi minuti per riscoprire il piacere della lettura”.

Complimenti da tutta la redazione, Roberta, per questo tuo primo traguardo e buon proseguimento di studi.

Anita Zolfini

Nella foto: Roberta Novarino

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