BORGONE – C’è in valle di Susa un artista davvero a tutto tondo: pittore, scultore, ceramista, critico d’arte, poeta e anche scrittore. Stiamo ovviamente parlando del borgonese Bruno Carraro che ha dato alle stampe il suo ultimo libro con Edizioni Graffio. Il portfolio di Bruno Carraro parla chiaro: è stato tra i primi ad avere l’Eccellenza artigiana della Regione Piemonte e ad essere Bottega scuola, ha fatto mostre in tutta Italia e si è voluto concedere anche la soddisfazione della laurea in discipline figurative all’Accademia Albertina delle Belle Arti per coronare una carriera sul campo anche con il titolo accademico. Ma oggi parliamo del Carraro scrittore, che torna all’editoria dopo il libro del 2003 “Bastasse una lettera. Poesie a cuore aperto”. Lo fa con il fantasy “Il lago delle rane bianche” e intanto è già in via di ultimazione la sua ultima opera letteraria che uscirà il prossimo anno con il titolo “L’albero degli uccelli”, la biografia di un uomo qualunque fallito e felice, dove la vita dell’autore sarà trasportata in una realtà aumentata. Le condizioni emergenziali in corso non hanno ancora permesso la presentazione ufficiale del libro “Il lago delle rane bianche”, ma cerchiamo di scoprirne i contenuti direttamente con il maestro Bruno Carraro: “Ho ripreso in mano questo libro dopo tanti anni. L’avevo iniziato e lasciato incompleto in un cassetto, perché pensavo che questa storia non potesse interessare a nessuno. Un libro per me è una scultura che contiene il pensiero dell’essere umano, non per niente si chiama volume. Se mi interessa apro un libro che è contenitore di pensieri e vado alla scoperta. Quando ho vinto il premio letterario nazionale a Santa Margherita Ligure di poesia con menzione d’onore per “Bastasse una lettera” ed il premio speciale con medaglia d’oro del Senato per il concorso premio internazionale di poesia a Rende per la video-poesia “Avvolta nella nebbia”, ho deciso che avevo altro da dire e da raccontare. Così ho ripreso il mio libro incompiuto e l’ho completato come se non l’avessi mai abbandonato al suo destino. In realtà sono due libri in uno e possono essere letti anche separatamente. Il titolo “Il lago delle rane bianche” nasce a un gioco fatto con una mia amica alla ricerca delle rane bianche che esistono davvero”. Carraro entra nel merito della pubblicazione: “Il libro che è una fiaba né per bambini, né per adulti, ma per eterni adolescenti, narra della storia di una ragazza che va a trovare il nonno dopo 10 anni che non lo vede. Adesso ha 18 anni ed il nonno vive sull’isola del faro. Il  nonno è un patito di letteratura ed ha una biblioteca di 1500 volumi che derivano dallo smantellamento di una libreria di una nave da crociera. La ragazza apre questo libro e parte la fiaba, quando lo chiude parte la vita. E così le due storie viaggiano parallele, incrociandosi. Il tutto con il messaggio di fondo che è: qualunque sogno hai lo devi realizzare. Lo dico io che nella mia vita ho sempre inseguito i sogni che son sempre diventati realtà. E specie in un periodo come questo, con questo libro invito a seguire i sogni e a farli diventare realtà”.

Luca Giai

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