(AGD) Il lavoro al centro del progetto umano e politico del territorio e dell’intero Paese. Un lavoro che cambia, ma che deve essere il centro della dimensione della realizzazione della persona.  Un lavoro vero, dignitoso, in cui i diritti e i doveri si armonizzano.

Partendo da questi presupposti si è svolto, nei giorni scorsi,  a Torino nell’auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale  un interessante convegno su “Le nuove frontiere del lavoro e delle relazioni industriali – formazione e partecipazione dei lavoratori”,  promosso dalla Cisl Piemonte, Torino-Canavese e dal Centro Studi “Giorgio Catti”.

Nel suo intervento di apertura dei lavori  monsignor Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, e vice presidente della Conferenza Episcopale Piemontese oltre che  presidente della pastorale sociale e del lavoro, ha ricordato come la Bibbia e le Sacre Scritture ispirino il rapporto e il dialogo tra il lavoro e l’uomo.

Una relazione – ha aggiunto Mons. Arnolfo – che va a determinare il benessere dell’uomo nel rispetto del creato e della natura, per la realizzazione e trasformazione armonica del pianeta.

Occorre quindi riprendere la lezione di San Francesco e le parole di papa Francesco nell’enciclica “Laudato Si” e nei suoi costanti pronunciamenti sul tema del lavoro: vere e proprie bussole per comprendere come lavoro e ambiente siano uniti in un orizzonte che li accomuna per dare dignità all’umano.

Cosa fare dunque perché il lavoro sia uno dei temi cardini della struttura sociale, visto che senza lavoro si perdono dignità e indipendenza? Il lavoro – ha aggiunto mons. Arnolfo – è una questione di giustizia e non si può ridurre alla sola dimensione economica, ma  è legato sempre al senso della vita. Occorre mettere al centro il tema occupazione-disoccupazione dei giovani, con il   coinvolgimento di tutti i corpi sociali e le categorie per gruppi e aree omogenee, sapendo cogliere e proporre aspetti promettenti a livello di scuole, di imprese, di “nuova” imprenditorialità.  Si devono trasmettere e proporre occasioni affinché il dono della fede cristiana sia vissuto in forma attraente e attuato nel proporre e testimoniare il lavoro come vocazione, servizio, dedizione. In un dinamico rapporto tra la produzione, il consumo dei beni e la tutela e salvaguardia della natura, di quella terra che ci è stata donata.

Infine, oltre all’ispirazione biblica e del magistero della Chiesa, per mons. Marco Arnolfo si deve intensificare il rapporto tra formazione e innovazione, approfondendo i temi delle nuove professioni nell’era della globalizzazione, in cui scuola e università e professioni dovrebbero stringere un rapporto più profondo ed efficace nei risultati per fare crescere l’occupazione giovanile sul nostro territorio.

L.R. 

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