Si trova ancora in territorio russo, a un centinaio di chilometri dal confine con la Lettonia, porta dell’Unione Europea, con i suoi due cavalli mongoli, Tgegheré (che significa “Dritto”) e Custode, perché c’è ancora qualche questione burocratica da risolvere, ma il più è ormai fatto.

Lei è la capriese Paola Giacomini e il suo “Mare d’erba”, il viaggio a cavallo che da Harahorin, antica capitale della Mongolia, la sta portando a Cracovia, in Polonia, inseguendo la freccia dei guerrieri di Gengis Khan, è a buon punto.

I pericoli maggiori, la sterminata taiga siberiana, l’inverno gelido e la solitudine più totale sono ormai alle spalle.

Ampio servizio su La Valsusa dell’11 luglio.

Alberto Tessa

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