Sinodalità come “cartella clinica”, riforma del processo matrimoniale canonico come compito ancora da attuare, rapporto tra vescovi e sacerdoti  come “spina dorsale”. Sono i temi del settimo discorso di Papa Francesco ai vescovi italiani, all’apertura dell’Assemblea della Cei. Venti minuti circa a braccio, prima del discorso “a porte chiuse” con i presuli

“Sinodalità e collegialità; riforma del processo matrimoniale; rapporto tra vescovi e sacerdoti”.

Si è articolato intorno a questi tre temi il discorso a braccio rivolto da Papa Francesco ai vescovi italiani, in apertura della loro Assemblea generale, in corso in Vaticano fino al 23 maggio.

“Vi ringrazio per questo incontro – ha esordito Francesco – che desidererei fosse un momento di aiuto al discernimento pastorale sulla vita e la missione della Chiesa italiana”.

“Grazie di essere venuto!”, il saluto del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, al Santo Padre: “Lei ci accoglie con gioia in questa sua casa che sentiamo anche nostra”.

Parlando a braccio per una ventina di minuti, come già aveva fatto lo scorso anno, prima dell’incontro “a porte chiuse” con i vescovi, Bergoglio ha annunciato di voler riprendere affrontare alcune questioni già sottoposte all’attenzione dei presuli, “per approfondirle e integrarle con questioni nuove per vedere insieme a che punto siamo”.

Articolo completo su La Valsusa del 23 maggio.

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